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E-fattura, cos’è e come funziona la fatturazione elettronica tra privati

La fatturazione elettronica tra privati sarà obbligatoria per molti possessori di partita iva dal 1° Gennaio 2019. Ecco cos’è e come funziona la temuta e-fattura.

La fatturazione elettronica o e-fattura è una delle principali novità introdotte dall’Agenda Digitale Italiana. È uno strumento innovativo che permette di ridurre i costi dell’amministrazione pubblica e privata.

Il decreto legislativo del 5 agosto 2015 ha esteso la e-fattura dalla pubblica amministrazione anche ai privati. Dal 1° Luglio 2018 debutterà infatti per carburanti e subappalti PA per poi estendersi in modo più generalizzato dal 1° Gennaio 2019 per i possessori di partita IVA ad eccezione dei contribuenti a regime forfettario e dei minimi.

Cos’è la fatturazione digitale?

La fatturazione elettronica è un sistema informatico per emettere, trasmettere e conservare le fatture. La digitalizzazione della fattura cartacea permette di risparmiare sull’utilizzo della carta e sui costi di stampa e di archiviazione. Il formato digitale con cui le fatture sono prodotte è quello XML, un tipo di file che rende facile il controllo dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate. Con questa importante innovazione il fisco italiano cerca di aumentare la tracciabilità delle operazioni per combattere la lotta all’evasione fiscale dell’IVA e dell’elusione.

Come funziona la fatturazione elettronica tra privati?

La fatturazione elettronica è un processo che coinvolge diverse parti: il fornitore, il Sistema di Interscambio nazionale (SDI) e chi usufruisce dei beni e servizi (privati o pubblica amministrazione).

come fare fattura digitale tra privati

Dal 1° luglio 2016 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente ai contribuenti il servizio di fatturazione elettronica.

Oggi un fornitore che decide volontariamente di usufruire del servizio di fatturazione digitale deve rivolgersi al SDI e comunicare via telematica le fatture attive, passive ed eventuali variazioni. Tale servizio è gratuito non solo per le pubbliche amministrazioni, ma dal 1° gennaio 2017 anche per i contribuenti provvisti di partita iva.

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Il Sistema di Interscambio si occuperà di:

  • generare la fattura;
  • creare la fattura in formato xml;
  • trasmette le fatture elettroniche;

Successivamente per alcune tipologie di contribuenti l’Agenzia delle entrate si occuperà anche del servizio di conservazione elettronica. Ricordiamo che dal 1° Gennaio 2019 la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria per molti professionisti e imprenditori. Per ulteriori informazioni visita il sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate dedicato alla e-fattura.

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Voucher digitalizzazione: checklist post ammissione

La tua azienda è stata selezionata per accedere al Voucher per la digitalizzazione? Ecco una checklist di tutto ciò che devi fare per assicurarti il rimborso in tempi rapidi.

Se la tua impresa si è aggiudicata l’accesso al voucher per la digitalizzazione devi tenere conto di alcuni punti fondamentali per assicurarti il rimborso che ti spetta. Prima di tutto sappi che il contributo a fondo perduto è pari a 100 milioni di euro e che nel caso l’ammontare complessivo dei rimborsi sia superiore alla cifra stanziata il Ministero procederà alla ripartizione delle risorse su base regionale.

In secondo luogo tieni presente che qualsiasi errore nella documentazione da te inviata al Ministero pregiudicherà l’erogazione del voucher. Leggi la nostra checklist per assicurarti il rimborso e investire con serenità le risorse nel tuo progetto.

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1. Conosci le Tempistiche

Le aziende aggiudicatarie del voucher hanno 6 mesi di tempo a partire dal 14 marzo 2018 per completare i propri progetti. Ciò significa che hai tempo fino al 14 Settembre per completare il progetto e passare allo step successivo. Nel secondo passaggio hai a disposizione 90 giorni per presentare la richiesta dei contributi. Entro 30 giorni il Mise ti invierà una risposta definitiva con l’ammontare del rimborso spettante.

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Non rischiare di perdere il rimborso del Voucher, segui la nostra checklist

2. Comunica i cambiamenti

La tua azienda ha subito dei cambiamenti interni? Per facilitare il lavoro al Mise è opportuno comunicare cambi di compagine aziendale tempestivamente. Lo stesso vale anche per eventuali variazioni sul progetto iniziale.

3. Verifica che le tue spese siano idonee

Sei sicuro che le spese che stai per affrontare rientrino nelle condizioni dettate del voucher? Ti ricordiamo che per ricevere il rimborso puoi acquistare software, hardware e consulenze che consentono alla tua impresa di:

  • sviluppare piattaforme e-commerce;
  • migliorare l’efficienza aziendale;
  • modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di
  • strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il
  • telelavoro;
  • fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento
  • alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  • realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

4. Fai sottoscrivere la liberatoria ai tuoi fornitori

Ricordati che i tuoi fornitori devono sottoscrivere una liberatoria relativa ai beni e i servizi erogati. La liberatoria dovrà riportare tutti gli allegati previsti dal regolamento.

5. Occhio alla causale

La causale dei bonifici da te effettuati deve riportare una dicitura obbligatoria se vuoi procedere al rimborso. Non dimenticarti di includere nella causale “Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014”.

6. Paga i fornitori nella maniera corretta

L’unico metodo di pagamento accettato per ricevere il rimborso è il bonifico bancario SEPA. Ogni altro tipo di pagamento, ad esempio la carta di credito, non è accettato. Assicurati di pagare i tuoi fornitori tramite bonifico SEPA.

7. Non scordare gli allegati

Un passo fondamentale per la richieste di erogazione è la compilazione degli allegati. Ricordati di compilare la dovuta documentazione, dal resoconto descrittivo del progetto, alle liberatorie dei fornitori fino ai moduli previsti dall’allegato 3.

8. Crea un archivio dedicato

L’organizzazione è tutto. Crea un archivio dedicato alla documentazione per tenere un diario di bordo di allegati, bonifici e del resto della documentazione. Sei tenuto a conservare la documentazione e le fatture per 10 anni, in modo tale da poterla esibire in caso di controlli del Ministero.

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Archivia la documentazione in maniera organizzata

9. Occhio ai controlli

Per verificare che tutti i dati delle aziende siano corretti il Ministero effettuerà dei controlli a campione. In caso di informazioni sbagliate provvederà a revocare il rimborso.

10. Software e hardware sempre in azienda

Ricordati che fino a dopo 3 anni devi mantenere in azienda software e hardware che hai acquistato. In caso contrario il Mise può decidere di revocare il voucher già erogato.